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martedì 10 giugno 2008

C'è qualcosa di stantio nell'aria...

Questi 4 fari sembrano delle lampadine alimentate a criceti... Non vanno bene nemmeno come stroboscopiche perchè la frequenza d'intermittenza è bassissima!!
Trascuratissimi, continuano a raccontare qualcosa di noi, ma l'anacronismo è all'ordine del giorno e pare proprio che il Sistema abbia il sopravvento anche su questo progetto. E' così? Vogliamo dargliela vinta ancora una volta?
Scrivo questo post a 5 giorni dalla mia partenza per Roma: starò via due settimane per un corso di formazione aziendale. Al mio ritorno vi racconterò ogni cosa e sicuramente quel corso sarà fonte d'ispirazione per nuovi post ma durante quelle due settimane ci sarà un silenzio forzato a riempire le pagine del mio blog.
"...emptiness is filling me..." dicevano i mitici!
Forse non si coglierà la differenza, visto il periodo di refresh che hanno le pagine dei nostri fari...
Forse.
Ma volevo comunque scusarmi in anticipo...
Con l'augurio di cambiare l'aria viziata dei nostri fari e la speranza di sentirvi più spesso vi saluto!

venerdì 9 maggio 2008

3^3 anche per lo Zio Abba!

Bella zio!
E così anche il terzo faro accende la 27°ma lampadina ;-)
Cos'abbiamo imparato finora? Tante cose, motle delle quali non le abbiamo condivise a cuasa delle distanze e del solito fottuto Sistema. Poi abbiamo inventato i 4 fari, e qualcosa si è riusciti a condividere... Ultimamente meno.
Non molliamo, vi prego!
Auguri di cuore, zio, e a presto.

venerdì 28 marzo 2008

Auguri Mattia!

Se volgiamo a tutti i costi cercare qualche significato magico/mistico nei numeri, allora 27 = 3^3 deve avere per forza qualcosa di speciale...
Già 3 è il numero di Dio, il numero della perfezione, dell'armonia ecc. ecc. il suo cubo, allora?
Bene, 27 anni fa il faccione del Tia ha sorriso al mondo per la prima volta.
Che la cabala ti sia favorevole, amico mio, e che quest'anno TUTTI i numeri e TUTTI i conti tornino a tuo favore!
Ti abbraccio forte.

mercoledì 26 marzo 2008

Il nuovo cantante

Quando la testardaggine è di livello proverbiale, le soluzioni più ovvie tendono ad essere le ultime prese in considerazione...
Dopo la defezione simultanea di voce e batteria i black Harlequin (la mia band) hanno preso un periodo di pausa con la promessa di ricominciare a suonare non appena fosse passata la delusione e l'amarezza.
Il tempo è trascorso inesorabile e la voglia di suonare assieme è tornata.
Ma non basta il desiderio: servono anche i compoennti per formare una band!!
E così è iniziata la "caccia" al musicista sfruttando ogni canale dal tam-tam nelle sale prove, al passa parola fra gli amici fino alle rubrice offro/cerco su internet: niente!
Io continuavo a proporre il Tia ma dall'altra parte c'era un muro di gomma.
Poi abbiamo trovato una voce, con un amico batterista: pareva l'America!
Lasciamo perdere il batterista...
Il cantante faceva capire d'esser capace e sembrava anche interessato.
Poi, però, in 5 settimane s'è presentato si e no ad un paio di prove a causa di N-mila problemi; inutile dire che gli altri tre elementi hanno optato per una siluratio istantaneis.
A quel punto l'SMS inatteso provenire dal cranio più duro (dopo il mio) sulla faccia della terra: "Chiama il Tia e digli di prepararsi le canzoni".
La soluzione più ovvia, che ci avrebbe fatto risparmiare mesi, rotture di balle, soldi e tempo è stata infine scelta: era ora!
Gli ex Black Harlequin, che al momento non hanno ancora un nome, ora hanno trovato il loro nuovo cantante.
Stay tuned for updates...

martedì 4 marzo 2008

L'appuntamento!

L'appuntamento è andato nel modo sperato.
Conclusione?
Ebbene, da ieri sera sono entrato in un meccanismo burocratico che tra un paio di mesi mi vedrà "padrone di casa"...
Una piccola e insapettata eredità, un'occasione di un appartamento a prezzo veramente conveniente, un colpo di fortuna e così eccomi qui, in una situazione che mai avrei immaginato, nemmeno lontanamente, solo qualche mese fa!
Un traguardo?
Un inizio?
Entrambe le cose...
Di sicuro spazio e tempo per i miei amici: questa è una promessa.
A presto, perchè di novità ne avrò...

giovedì 29 novembre 2007

DotA - un'introduzione formale

Che mi trovi in periodo d'esami si capisce anche dallo stile accademico del titolo del mio post... Ad ogni modo mi sembra doveroso, dopo ormai 2 mesi di blogaggine, nominare questo gioco, protagonista di varie serate passate volutamente un po' come "nerd" informatici ;-) assieme ai miei amici dell'università.
Cercherò di non essere prolisso, rimandando le spiegazioni dettagliate a link esterni ben documentati.
Il nome, DotA, è l'acronimo di Defense of the Ancients e riassume lo scopo del gioco: difendere il proprio monumento arcano (l'Ancient, appunto) e distruggere quello della squadra avversaria. Facile, no?
DotA non è un gioco a sé stante, è una mappa speciale per Warcraft 3
(un mod) creata da un pazzo di nome IceFrog che sta allungando non poco la vita di un gioco che, altrimenti, sarebbe ormai un po' datato.
Chi non avesse idea di cosa sia Warcraft 3 può andare qui e qui a dare un'occhiata.

Il gioco è in semplicissimo: ci sono tre sentieri (lane) che congiungono le due basi; automaticamente ciascuna base genera 3 ondate (una per ogni lane) di unità semplici (creeps) che vanno in avanti, all'assalto della base avversaria. I giocatori muovono un solo personaggio: il proprio eroe, che sbilancia l'esito dei conflitti dei creepini contribuendo a spingere avanti la propria squadra.
Ciò che rende estremamente divertente DotA è la vasta scelta di eroi, ciascuno con caratteristiche peculiari molto diverse, la varietà di oggetti magici che si possono acquistare e combinare fra loro e, soprattutto, la possibilità di giocare fino a 5 VS 5. Il vero divertimento scatta proprio in queste occasioni, quando ci si ritrova in 10 malati di mente a pestarsi come cachi in epiche battaglie virtuali.
Ho visto scene che... ;-)
Esistono un sacco di siti dove vengono dispensati consigli su come giocare a DotA in modo efficace; i più importanti sono:
"dota all star punto com"
"dota strategy"
"dota portal"

La descrizione, per quanto ben fatta o entusiasta sia, non rende! Bisogna giocare per rendersi conto della potenzialità di divertimento del gioco. All'inizio è un carnaio: si muore come mosche perché si ha il complesso dell'eroe immortale, paladino del bene, e si viene piallati dalla prima torretta circondata da una manciata di creeppini avversari. Poi si diventa dei bravi survivor, si capiscono le build di oggetti ottimali per ciascun personaggio e si diventa delle vere e proprie macchine di morte!!
A presto, magari in LAN.

lunedì 22 ottobre 2007

Wake up Teo, the Matrix has you

Ci sono state lunghe serate spese davanti al computer, evolutesi spesso in notti insonni, in cui anche il pulsare ipnotico del cursore aveva un'aria interrogativa. Instancabile, lampeggiava a fine riga e Dio solo sa quante volte avrei voluto che la mia shell iniziasse a parlarmi, magari suggerendomi di seguire il Coniglio Bianco di turno.
No, non si tratta di schizofrenia, semplicemente quando il numero degli interrogativi supera di almeno un ordine di grandezza quello delle risposte speri che la serata subisca una virata inattesa e culmini nella rivelazione una verità scomoda che però, da sola, risponde al 90% delle incoerenze quotidiane e dei dubbi irrisolti: "...è la domanda il nostro chiodo fisso, è la domanda che ti ha spinto fin qui... e tu la conosci, come la conoscevo io..." mi avrebbe poi sussurrato all'orecchio una bellissima ragazza vestita di nero incontrata nel locale.
Inutile dire che non è mai successo.
Nella più rosea delle ipotesi il mio corpo non si trova in una capsula, collegato a Matrix attraverso una specie di USB piantata nella nuca, nell'altro caso o non sono l'eletto o i ribelli di Zion non mi hanno ancora rintracciato!
Confidando di trovarmi nella prima situazione, riflettevo assieme ai miei amici su come siamo comunque "prigionieri di un Sistema" - volutamente con la "S" maiuscola - un Sistema che non ha un nucleo, non ha una sede, non ha strutture eppure esiste. E' un Sistema formato dalla gente, da noi stessi, dagli orari, dai doveri, dai desideri, dalle priorità e che, in un modo o nell'altro, ci vincola.
"Inizi ad invecchiare quando ti rendi conto che in un anno ci sono 52 week-end!" disse il Rizla a Pedro dopo quella serata andata storta, ed aveva ragione: Il tempo sfugge e spesso ci si dimentica di quanto valga ogni singolo attimo! Si ragiona in termini di "settimana prossima" o "mese prossimo" noncuranti del tempo che passa, vivendo le giornate come stando affacciati al finestrino di un ETR.
E così abbiamo deciso di mettere alla prova l'antagonismo del Sistema, creando un blog ciascuno per scambiarci opinioni e pensieri, magari in differita, quando nell'oceano di impegni e casini le nostre isole di libertà non si trovano sulla stessa rotta. Quattro fari di quattro colori per provare a fare un po' di luce nel marasma.
Adoro le sfide e quando l'dea è nata l'ho fatta subito mia!

Questo è il mio blog, il FARO VERDE, su cui imprimerò un parte di me, un po' alla volta.
Senza fretta.
Alla faccia del Sistema.