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martedì 10 giugno 2008

C'è qualcosa di stantio nell'aria...

Questi 4 fari sembrano delle lampadine alimentate a criceti... Non vanno bene nemmeno come stroboscopiche perchè la frequenza d'intermittenza è bassissima!!
Trascuratissimi, continuano a raccontare qualcosa di noi, ma l'anacronismo è all'ordine del giorno e pare proprio che il Sistema abbia il sopravvento anche su questo progetto. E' così? Vogliamo dargliela vinta ancora una volta?
Scrivo questo post a 5 giorni dalla mia partenza per Roma: starò via due settimane per un corso di formazione aziendale. Al mio ritorno vi racconterò ogni cosa e sicuramente quel corso sarà fonte d'ispirazione per nuovi post ma durante quelle due settimane ci sarà un silenzio forzato a riempire le pagine del mio blog.
"...emptiness is filling me..." dicevano i mitici!
Forse non si coglierà la differenza, visto il periodo di refresh che hanno le pagine dei nostri fari...
Forse.
Ma volevo comunque scusarmi in anticipo...
Con l'augurio di cambiare l'aria viziata dei nostri fari e la speranza di sentirvi più spesso vi saluto!

venerdì 9 maggio 2008

3^3 anche per lo Zio Abba!

Bella zio!
E così anche il terzo faro accende la 27°ma lampadina ;-)
Cos'abbiamo imparato finora? Tante cose, motle delle quali non le abbiamo condivise a cuasa delle distanze e del solito fottuto Sistema. Poi abbiamo inventato i 4 fari, e qualcosa si è riusciti a condividere... Ultimamente meno.
Non molliamo, vi prego!
Auguri di cuore, zio, e a presto.

sabato 27 ottobre 2007

Il primo di una serie di sabati critici

Con oggi inizia una serie di sabati (ad essere precisi interi fine-settimana) che varranno sacrificati alla preparazione dell'esame di stato. Già, l'anno scorso la laurea, il 19 dicembre, poi subito un lavoro (fortunatamente) e intanto i mesi sono passati... Non è fondamentale essere iscritti all'albo, ma visti gli anni mutevoli in cui viviamo è meglio avere qualche asso nella manica da poter giocare perché "...al destino, come sappiamo, non manca il senso dell'ironia" e il Sistema, quando può, gioca sporchissimo.
E così è nata l'idea, assieme ai miei compagni di studio, di preparare l'ennesima battaglia; ma ormai non viviamo più nella stessa città, non siamo più studenti, ci sono orari diversi, impegni di lavoro, famiglie, e l'unico momento in cui incontrarsi per condividere le intuizioni da applicare poi all'esame è il weekend.
Il sacrificio sarà sicuramente ripagato con il successo, a patto che questo arrivi puntuale; ironicamente la riuscita è direttamente proporzionale al sacrificio e questo chiude un pensiero circolare i cui cardini rimangono la concentrazione e lo studio.
Lunedì invierò le raccomandate con le varie richieste e pagherò i bollettini previsti: 400 euro che se ne vanno così, senza troppi complimenti.
Non passare l'esame significherebbe perderne 350: 50 di "iscrizione a non mi ricordo cosa" valgono anche per la sessione successiva.
Non voglio pensarci!
Lo scopo è quello di passarlo subito, al primo colpo, come lo iaido di un samurai: un solo fendente, tirato estraendo la spada.
Questo, comunque, non mi impedirà di bloggare, amici miei.
A presto.

lunedì 22 ottobre 2007

Wake up Teo, the Matrix has you

Ci sono state lunghe serate spese davanti al computer, evolutesi spesso in notti insonni, in cui anche il pulsare ipnotico del cursore aveva un'aria interrogativa. Instancabile, lampeggiava a fine riga e Dio solo sa quante volte avrei voluto che la mia shell iniziasse a parlarmi, magari suggerendomi di seguire il Coniglio Bianco di turno.
No, non si tratta di schizofrenia, semplicemente quando il numero degli interrogativi supera di almeno un ordine di grandezza quello delle risposte speri che la serata subisca una virata inattesa e culmini nella rivelazione una verità scomoda che però, da sola, risponde al 90% delle incoerenze quotidiane e dei dubbi irrisolti: "...è la domanda il nostro chiodo fisso, è la domanda che ti ha spinto fin qui... e tu la conosci, come la conoscevo io..." mi avrebbe poi sussurrato all'orecchio una bellissima ragazza vestita di nero incontrata nel locale.
Inutile dire che non è mai successo.
Nella più rosea delle ipotesi il mio corpo non si trova in una capsula, collegato a Matrix attraverso una specie di USB piantata nella nuca, nell'altro caso o non sono l'eletto o i ribelli di Zion non mi hanno ancora rintracciato!
Confidando di trovarmi nella prima situazione, riflettevo assieme ai miei amici su come siamo comunque "prigionieri di un Sistema" - volutamente con la "S" maiuscola - un Sistema che non ha un nucleo, non ha una sede, non ha strutture eppure esiste. E' un Sistema formato dalla gente, da noi stessi, dagli orari, dai doveri, dai desideri, dalle priorità e che, in un modo o nell'altro, ci vincola.
"Inizi ad invecchiare quando ti rendi conto che in un anno ci sono 52 week-end!" disse il Rizla a Pedro dopo quella serata andata storta, ed aveva ragione: Il tempo sfugge e spesso ci si dimentica di quanto valga ogni singolo attimo! Si ragiona in termini di "settimana prossima" o "mese prossimo" noncuranti del tempo che passa, vivendo le giornate come stando affacciati al finestrino di un ETR.
E così abbiamo deciso di mettere alla prova l'antagonismo del Sistema, creando un blog ciascuno per scambiarci opinioni e pensieri, magari in differita, quando nell'oceano di impegni e casini le nostre isole di libertà non si trovano sulla stessa rotta. Quattro fari di quattro colori per provare a fare un po' di luce nel marasma.
Adoro le sfide e quando l'dea è nata l'ho fatta subito mia!

Questo è il mio blog, il FARO VERDE, su cui imprimerò un parte di me, un po' alla volta.
Senza fretta.
Alla faccia del Sistema.